Finalmente il libro!

Tenere finalmente in mano il mio libro era un momento che attendevo da molto, e che sapevo mi avrebbe emozionato davvero. Per per quanto ci ho tenuto, per quanto significa per me, per quanto mi lega a ciò che racconta. Ma noi viviamo in Senegal, quindi mi sono dovuta far spedire qualche copia fin quaggiù, per poter finalmente fare la prima, la seconda e la terza cosa che si fa con un libro: guardarlo, toccarlo e annusarlo!

                                      Aprire il DHL che ce l'ha portato qui a Dakar era una cosa che mi emozionava molto.

                                      E' come non so, un tiro di cannone sparato da mia mamma che manca da tanto; come

                                      sedersi di fronte a lei, a me, ai miei desideri. E': l'ho sognato e ce l'ho fatta.

                                      Ho sentito chiaro che dovevo aprirlo in un posto speciale. Grande a contenere tutto.

                                      Quindi venerdì che è arrivato, il povero Aldo (mio compagno) ha fatto quello che l'ho

                                      pregato di fare.

                                      E' scappato via dalle tonniliarde di impegni del lavoro, e mi ha portato, ore 18 e 30 in                                         un luogo che ci piace molto: una scogliera nera, alta e sacra qui a Dakar, dove andiamo

                                      spesso perchè di lato c'è una bella spiaggia tranquilla. Cerchi di pietre sulla sabbia,                                             poche persone solitarie inginocchiate a pregare nel vento: davanti il sole che tramonta,                                       dietro la luna (piena!), e sotto la schiuma dell'oceano grande! Molto intenso.

 

L'abbiamo aperto: ho gioito, sorriso, riso,

detto stupidaggini,

deglutito emozione,

sentito echi e onde forti dentro di me,

e siamo stati li vicini a infreddolire e essere felici.

Che bello.

Grazie universo. Ho la gratitudine cosmica da un po'.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stavamo seduti li, a contemplare mare e pagine, quando alle spalle ci è arrivato un religioso, tutto vestito di bianco, molto scenografico, che ci ha spiegato perchè per la confraternita musulmana dei Layenne, quello è un luogo sacro: sotto la scogliera c'è una grotta dove Dio ha trasportato la luce mistica di Maometto, dalla sua tomba fin lassotto.

Ci ha fatto entrare nell'area sacra, a piedi nudi, mi ha dato un leggero telo di lino bianco per coprirmi la testa, e ci ha spiegato tutta la sua teologia (diciamo un po' a manica larga, ma l'atmosfera era veramente speciale; pare che nella grotta stiano assieme la luce di Maometto, quella di Gesù e anche quella di Limamu Laye, il fondatore della confraternita dei layenne appunto) (io non so bene come prendo queste cose, diciamo che sento la spiritualità genericamente, mi riempie di ispirazione e quiete).

A sole calante, professando che Dio ama fedeli ed infedeli, e dando prova di pietas ed ecumenismo, ci ha invitato a scendere con lui nella grotta. Si tratta di infilarsi in verticale giù per un pozzo naturale nella roccia, grazie ad una scala di ferro a pioli piantati nella pietra viva; ed è esperienza veramente da batticuore. Si scende parecchio sotto, fino alla base della scogliera, in un pertugio molto stretto, finchè non si posano i piedi sulla sabbia umida. Di li ci si accuccia, e nel buio dela grotta, attraverso le rocce che incombono, si vede il mare e si sente il boato fortissimo delle onde che si infrangono contro la scogliera nera, dentro la quale ci si trova.

Sarò stata suggestionata, ma a me pareva proprio un canale della nascita: dentro allo scuro noi, e fuori il mare che penetra, risuona e richiama. Qui gli illuminati possono vedere le luci dei profeti risplendere nel buio.

La sotto ancora ci ha parlato e parlato, e pregava, e noi sentivamo tutto questo rimbombo, cominciavo a sentirmi anche un po' inquieta, finchè ad un certo punto preso da estasi mistica (almeno noi l'abiamo interpretato così) ha alzato la voce e cominciato a dire " On s'eléve! On s'eléve! On s' eléve!", sempre più forte...

con un istante di ritardo abbiamo capito che non era: "On s'elève a Dio e ne cantiamo le lodi", ma era:

"ON SE LEVE!!! ON SE LEVE!!!!" "ALZIAMOCI che arriva l'ondone forte!!!" e SBRRRRWOOOOSSHHHH! un ondone gigante ha allagato di colpo la grotta e ci siamo ritrovati in un metro d'acqua.

Lui serafico a gonnellone fracico: "Dio.... vi ha battezzato".

Noi: maronninabonissima maronnasantissima ...!!! Se non abbiamo infartato ci è mancato poco.

A fare i fricchettoni... Ma che bello però :-)

 

A casa abbiamo festeggiato coi bimbi, mitici come sempre: France teneva in mano incantato le quattro copie inviate dalla nonna. "Hai visto France? Il libro della mamma!"

E lui: "Veramente!!!!....Ma, ma....quanto ci hai messo a scriverli tutti e quattro??!?"

 

Ed Elia: "Ma quindi mamma il tuo libro adesso è negli scaffali delle librerie assieme agli altri libri dei negozi?!?!?"

"Beh, è più facile che sia in qualche scatolone, ma si, direi di si"

"Ma allora ce ne sono tantissimi!"

"Guarda, tantissimi proprio no, ce ne sono 1000. E se per caso li vendono tutti e 1000, ne stampano altri 1000"

Silenzio. Pausa.

"E tu hai abbastanza amici?"